Goodbye 'The Natural'
A volte, è proprio vero, il destino gioca strani scherzi. Si perchè se fra tutte le sere possibili scegliete quella di ieri per guardare una partita NBA qualsiasi, allora è proprio il destino, o karma, o fato, o come diavolo lo volete chiamare, se la partita pescata è Gara 4 degli scorsi playoffs tra Dallas e Portland.
Già vista, noto il risultato. E allora perchè guardarla di nuovo?
Perchè in quella partita è successo qualcosa che è andato oltre la ragione. E solamente alla fine ci si rende conto di come la realtà sia decisamente meglio della fantasia.
Brandon Roy. 'The Natural'.
Ginocchia sbriciolate. Una stagione ai margini della squadra e delle rotazioni in campo. E poi?
La resurrezione.
Il tabellino a un certo punto dice +23 Mavs, a 1:30 dalla del fine del terzo quarto.
Partita e serie finita?
Non a Portland. Non quando 'The Natural' rientra in campo.
Sembra una favola, solo più bella:
canestro da 3 punti, penetrazione, assist, arresto e tiro dalla media, step back, assist, tiro dallo scarico, assist, gioco da quattro punti.
Le sue famose 'Old-Man Moves', da farlo sembrare lento in campo, ma solo perchè era in pieno controllo, più di tutti gli altri.
Tutto il repertorio di Brandon Roy. Tutto il repertorio di un campione vero.
Completo, rispettoso del gioco, un fisico normale, un talento deborante e quello sguardo malinconico che tutti abbiamo imparato a conoscere.
18 punti. Nell' ultimo quarto. Portland vince.
'Quel' Brandon Roy che da un po' non si vedeva sul parquet era tornato. A fine partite le lacrime, conscio del fatto di avere compiuto un' impresa fuori dal comune.
Oggi Brandon Roy ha annunciato il ritiro. 27 anni, le ginocchia hanno emesso il verdetto finale: 'He’s done.'
Giusto per farvi capire cos'era Roy per i propri avversari vi lascio con un paio di dichiarazioni su di lui.
“Roy is probably the best player I’ve played against. To me he is the best shooting guard. Not on defense now, defense is kind of suspect. He’s the best player I’ve played against, outside from a guy from my hood in Queensbridge. A guy named Mike Chafley. He went to jail a couple of years when he was 15 or 16 years old, but he was the best player I played against, and now it’s Roy.”
-Ron Artest
“Roy. 365 days, seven days a week. Roy has no weaknesses in his game.”
- Kobe Bryant, on the toughest player for him to guard
Ciao Brandon.
- Tags: Brandon Roy, Califfi, NBA

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