Erano meglio i Maya

on Domenica, 23 Dicembre 2012. Posted in Nba

Siamo ancora qua. Ma va? Chi l’avrebbe mai detto vero? Che i Maya si erano inventati tutto, che della fine del mondo non ne sapevano una beneamata fava. Eh si, perché se fossero stati davvero così lungimiranti com’è che non avevano previsto l’invasione spagnola che li spazzò via nei primi anni del 1600? Eh? Eh? Su su, lo sapevamo tutti, ci hanno rotto le palle un anno intero ma alla fine della fiera siamo ancora qua.

Ma non divaghiamo. Erano meglio i maya? Perché? Che c’entra con l’NBA?

Seguono spunti e riflessioni che rendono inevitabilmente affascinante e mistico il mondo della palla a spicchi che seguiamo di notte fra un film porno e l’altro.

 Si parlava di invasione spagnola, chi è il detentore attuale di maggior numero di triple doppie nella lega? Lebron? KD? No: Jose Manuel Bellissimo e Raffinatissimo Calderon. Si non sto scherzando, Calderon, quello che i Raptors vorrebbero smazzare, insieme alla nostra prima scelta preferita, magari per un Gasol che a Toronto troverebbe un cappio per il collo ad attenderlo. Calderon, che se adesso partisse al posto di Nash e poi subito dietro, a L.A. festeggerebbero il capodanno con qualche giorno d’anticipo. Lowry-Bargnani l’asse su cui Toronto puntava forte, peccato che la briscola fosse un’ altra, evidentemente. Fuori il duo, cinque W di fila per i canadesi, con Jose che la spiega alla faccia loro.

Restando in tema di squadracce e triple-doppie ecco a voi Jordan Crawford - bello di mamma sua, convinta che il figlio diventerà meglio di Michael e da qui il nome- che prima mette Miami con il culo per terra praticamente da solo (dopo aver perso partite contro chi pulisce la palestra a fine match) e poi si spara due triple doppie, l’ultima perdendo la partita contro gli Hawks. Bomber vero insomma.

Menzioni d’onore per Larry Sanders, George Hill e Anderson Varejao.

Si lo so, l’ultimo di questi, amichevolmente detto ‘Merdo’ dal nostro Cecco,  di triple doppie non ne ha ancora fatte. È tutto il resto che preoccupa: durante la prima partita della stagione ha preso VENTITRE rimbalzi e da lì in poi non si è più fermato. Cifre che fanno girare la testa, cose mai viste per il nostro ‘Merdo’ preferito. 14 +14 di media e 3 assist. All-Star Game per direttissima. Si l’ho detto. Varejao merita l’ All Star Game. Ma per (s)fortuna non accadrà. Manco per il cazzo. E sapete perché? Perché han levato il ruolo di centro? Macchè.

Perché la gente in America non capisce una beata fava e vota a caso, gente a caso, con nomi noti. E Basta. Si perché dopo il primo giro di votazioni ai blocchi di partenza vediamo a est: Lebron, Carmelo – e fino a qui tutto bene- Wade, Garnett e Rondo. Ora, Rondo a tratti è da prendere a cinghiate, Wade non pervenuto per il momento e Garnett mah, sono piuttosto scettico. Aggiungiamoci che han preso una scarica di voti anche gente come Bynum e Amar’e, che evidentemente han convinto il pubblico votante spaccando estintori e giocando a bowling, visto che un parquet non lo calcano da mesi ormai. 

A ovest anche meglio. Al momento la formazione prevede due quinti del quintetto in maglia Lakers. Che per carità hanno un nome e il 24 qualcosa l’ha dimostrato in vita sua, ma far partire  il tizio che ride quando sono sotto di 15 e hanno un record che fa pietà anche no. Perché è vero che hai fuori Gasol, Nash, Blake, Madre Teresa, vari ed eventuali, ma magari se in squadra hai Kobe e Dwight qualche partita provi a vincerla invece che lamentarti e basta.

Seguono Chris(T) Paul e vorrei anche vedere chi ha qualcosa da dire visto che sta giocando le partite in seconda (ogni tanto mette la terza) e nonostante questo la spiega a tutti sempre e comunque, il nostro Taiwanese preferito Jeremy Lin, ma Cristo, e altra gente che ha dominato come Nowitzki, Nash e Gasol Pau. Partite giocate: 10 in tre.

Ora, Lin è inevitabile, i cinesi votavano Yao Ming anche quando ormai era sottoterra e Yi Jianlian ha seriamente rischiato di partire titolare a est in almeno un paio di occasioni. Oltretutto questo giro siamo pure a Houston quindi figuriamoci. Si lo so lui è di origini Taiwanesi, ma di fatto è californiano, ma di fatto a loro gliene fottesega quindi lo voteranno tipo un casino.

Ma Kyrie Irving? Zach Randolph? Il ‘Merdo’ sopracitato?  David Lee, che sta veleggiando con i Warriors? Nikola Pekovic che al momento è il centro dominante a Ovest e non ride MAI? DAMIAN LILLARD,  Perdio?

Tutta sta gente, che un All Star Game forse lo sognano e se lo meritano per davvero, snobbati perché evidentemente non è cosa.

Si rischierebbe di vedere una partita della Madonna con gente che avrebbe voglia di giocarla, ma ehi, perché in fondo, quando puoi avere un Duncan (fortissimo) che non c’entra niente con questa esibizione da una decina d’anni ormai o un Dwight che tira solo da tre?

Ma basta parlare di All Star e dedichiamoci per un momento a fenomeni veri: i Bobcats per un momento sembravano essersi scollati di dosso quello schifo che si portavano in giro da più di un anno. Allenatore nuovo, giocatori giovani e motivati e infilata di vittorie che ad un certo punto li aveva catapultati quarti ad est.

Poi deve essere arrivato Jordan che ha fatto notare come la nomea di perdente non è che potesse svanire così di colpo e allora hanno iniziato una striscia clamorosa che al momento è ferma a QUINDICI  sconfitte filate. È sempre bello contare su delle certezze.

Chiudiamo questa panoramica di fenomeni paranormali dicendo che Atlanta dopo aver smazzato Joe Johnson e i suoi 120 milioni ha messo in piedi una squadra che sta stupendo più o meno tutti e non sto parlando dei tatuaggi di Stevenson o della bellezza di Korver, ma della solidità che mette in campo ogni sera; che New York è seconda perché oltre ad assomigliare ad una squadra tira con percentuali da tre che sfiorano la fottuta perfezione - ma quanto dureranno?- e che i Clippers sono a 12 vittorie consecutive e gridano Finale di Conference da tutte le parti. I Clippers. 

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