Il buio oltre la...sete

on Giovedì, 20 Dicembre 2012. Posted in Nba

Da tifoso Lakers si tende ad abituarsi un pelo troppo bene. Il threepeat, lo showtime, Magic, Shaq, ottantelli di Kobe ecc.

Quindi, nelle rare occasioni in cui qualcosa non funziona, fa strano vedere i gialloviola incedere con passo lento, inciampare, vederli confusi e confusionari. 
Onestamente non ci siamo abituati.
I Lakers non sono i Raptors, né tantomeno i Bobcats; da loro ci si aspetta sempre l'anello, o perlomeno un risultato che gli vada vicino. Oh, è Jack che lo dice, mica io.
Avere in quintetto base 5 All-Star non è cosa che si vede spesso, sempre che questi 5 All-Star riescano a stare in campo almeno sei secondi senza sbucciarsi le ginocchia, e per questo entrare per ere geologiche in lista infortunati.
Nel caso di Nash, se hai un'età per la quale i rookies ti chiedono se "ai tuoi tempi" c'era già il cellulare, vuol dire che alla forma fisica devi darci un occhio di riguardo.
Nel caso di Gasol, se alla fine della partita sono solo le LakerGirls a chiederti l'autografo, devi farti qualche domanda, soprattutto sul livello di testosterone che ti scorre nel sangue.
Dopo poco più di un mese di Regular Season, i Lakers hanno un record orrido di 12W-14L (aggiornato al 20-12), con una striscia aperta di 3W in fila, due delle quali ottenute contro corazzate come i Bobcats e i Wizards. (Con i Bobcats rischiando anche di perderla ndr)
Ora, con tutto il rispetto per Kemba Walker e compagnia, non stiamo parlando degli Spurs, dei Celtics o dei ThunderI Lakers stanno giocando male, disuniti ed onestamente senza qualcosa che si possa chiamare "idea di gioco".
Premessa, io sono uno di quelli si è fatto volentieri la doccia nel sangue della testa mozzata di Mike Brown, e sono anche uno di quelli che per riavere Phil Jackson sul pino allo Staples, si sarebbe immolato davanti alla statua di Magic Johnson. (Si, mi scorre sangue giallo e viola nelle vene); però l'idea di D'Antoni come coach non mi dispiaceva, con la chiara condizione di avere Steve Nash a tenere le redini della squadra in regia.
Ora, Nash è rotto da un mese per una "vecchia" sulla coscia, una cosa che al liceo faceva incazzare ma che a 40 anni ti mette praticamente in barella, quindi il "sistema D'Antoni" è stato affidato alle mani dell'altro Steve, "Ciccio" Blake (mangia per l'amor di Dio, ragazzo mio). Non è stata ovviamente la stessa cosa, poi ovviamente anche Blake si è rotto e ci siamo ridotti a mettere titolare Chris Duhon, uno che la carriera Nba l'ha iniziata perché ha vinto un titolo NCAA con Duke per puro culo.

E' troppo pretendere che coach Mike metta in piedi un proto-gioco di squadra in meno di un mese, ed è troppo pretendere che i Lakers con due quinti del quintetto base infortunato siano spettacolari da vedere, ma è bastato questo mese per accorgersi di diversi segnali d'allarme. Più che segnali d'allarme, sono cartelloni luminosi che lampeggiano al ritmo di "siamo nella merda".
1. La panchina è ridicola, perché va bene Jamison e Meeks, ma poi? Robert Sacre? Devin Ebanks? Jordan Hill? Mestieranti, ma poca qualità.

2. La squadra per ora dimostra poco gruppo, e troppo spesso Kobe si lamenta in panchina piuttosto che parlare con i compagni. (Non è una novità)
3. In tutta sincerità, Howard con questa squadra non c'entra una sega.
4. In tutta sincerità, Howard non può ridere ad ogni schiacciata che fa. Non c'è un cazzo da ridere.
5. In tutta sincerità, perché non scambiamo Howard e ci teniamo lo spagnolo?
6. Kobe si sta scannando troppo, rischiando di arrivare ad aprile acciaccato. No Kobe, lo so, tu non sei mai stanco, ho detto acciaccato.
7. Metta World Peace da quando si chiama così ha smesso di difendere come faceva il fu Ron Artest.
8. I Clippers ci stanno facendo il culo, vogliamo parlarne?
9. Fire Mike Brown.
10. Questa squadra deve giocare al completo per almeno 3 mesi di fila per poter capire le proprie potenzialità.
Detto tutto questo, veniamo ai lati positivi.
1. Darius Morris mi sta piacendo come intensità, come impegno e come evoluzione all'interno di un diverso sistema di gioco.
Pausa scenica.
Sarebbe troppo scontato dirvi che Kobe sta giocando da Kobe, anzi, forse anche meglio, ma purtroppo non basta più. Lui stesso deve capire che i Lakers hanno possibilità di vincere qualcosa nei due o tre anni a venire solamente se accetta di non essere da solo le 4 prime opzioni offensive della squadra.

Un quintetto con Nash, Bryant, Gasol, Metta e Howard è da masturbazione cronica per potenzialità. Nash potrebbe dare via centordicimila assist a partita con dei ricevitori così, ma le potenzialità non ti fanno vincere le partite, né tantomeno gli anelli, altrimenti Darius Miles e Qyntel Woods siederebbero alla destra di Michael Jordan nell'olimpo del basket.
Il problema più grande secondo la mia inutile opinione, è la mentalità.

in questo momento l'unico che dimostra di avere "sete" è Kobe. E sono i suoi compagni a doversi portare al suo livello. 
Prendo Howard come esempio. E' forte, fortissimo, ma uno come lui dovrebbe dominare le aree, invece di pagliacciare sulla linea da tre punti. E poi deve smetterla di ridere.
La mentalità porta allo sforzo, all'impegno, al buttarsi sulle palle vaganti, al fare un tagliafuori decisivo. La mentalità ti porta dall'essere un potenziale MVP in una squadra perdente, all'essere un tassello fondamentale ed una colonna portante di una squadra da titolo. La mentalità ti permette di segnare di meno, ma di essere più decisivo.
Ed è proprio su questo aspetto che Howard deve lavorare, insieme a D'Antoni, per costruire una squadra da titolo non solo sulla carta, ma anche in campo.
Serve la sete, quella che i Thunder, i Clippers, i Grizzlies e i nostri cari e vecchi Spurs hanno.
Evitiamo di farci fare il culo, please.

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