Il tifoso NBA: le categorie

Di Sine (@ilsainel)
Il tifoso NBA? Lo abbiamo diviso in categorie. Romanzate, scanzonate, colorate. Quindi fate i bravi e rideteci su.
L'ultras
Categoria che tanto deve alla mentalità calcistica italiana. Tifare una squadra è per i perdenti. Le squadre si amano, senza limite. E chiunque si permetta di mettere in dubbio anche per un solo secondo il fatto che possa esserci qualcosa di sbagliato nella loro squadra o possa semplicemente esserci qualcuno di più forte, partono con spedizioni punitive armati di lanciafiamme e mazze da baseball. La cosa meno obiettiva sul globo terrestre dopo una fan degli One Direction.
Frase tipica: KOBE FIGOOOOOO
Il pessimista
Questa è una categoria in cui rientrano in particolare tifosi di alcune squadre. Molti tifosi Knicks su tutti, in generale anche quelli che parteggiano per franchige non esattamente vincenti. Toronto, per esempio, ma anche i Clippers di primo corso. Il pessimista è abituato a perdere e su questo ha costruito le proprie forze e le proprie certezze. La vita fa schifo, i Knicks non vinceranno mai nulla e Jessica Alba non verrà mai sotto casa mia vestita solamente del suo sorriso. E' talmente poco abituato a vincere, che nel momento, rarissimo, in cui finisce per festeggiare una stagione se non trionfale quantomeno presentabile, perde qualsiasi tipo di dignità e comincia a girare nudo per le strade urlando a squarciagola Carmelo uno di noi.
Frase tipica: ne abbiamo vinte tre in fila? Per forza, giocavamo contro i morti, abbiamo pagato gli arbitri e tanto la mia vita fa schifo lo stesso.
Il fanatico
Avete presente quei pazzi che vanno a letto alle sei di mattina cinque sere su sette per poter vedere Charlotte-Washington o New Orleans-Pistons pur dovendosi alzare alle sei e mezza per andare a lavorare? Spero per voi di no, però esistono. Il fanatico è convinto che ogni partita sia potenzialmente imperdibile, potrebbe arrivare il gancio da nove metri di Byombo da un momento all'altro, e lui, porca di quella miseria, non può rischiare di perderselo. Se il prezzo da pagare è rischiare il licenziamento o addormentarsi su una pianta grassa mentre si fanno le scale, beh, allora così sia. Discutere con un fanatico talvolta può essere complicato, perchè per quanto uno possa argomentare bene le proprie affermazioni, lui sbucherà fuori con un “però mi ricordo che nella gara Vancouver Grizzlies-Seattle Supersonics del 2000 Shareef Abdur-Rahim ricevette in post alto e diede una gomitata a Gary Payton. Me lo ricordo perchè misi la sveglia per vederla. E adesso come la mettiamo?”. A quel punto saresti disposto a dargli ragione anche sul fatto che Bargnani è il miglior rimbalzista della storia.
Frase tipica: Stasera? No, non posso, non posso perdermi per nessun motivo lo scontro al vertice basso tra Wizards e Pistons.
La puttana
La puttana ha un programma serratissimo di tifo delle squadre NBA, non è un cazzo di principiante, prende tutto dannatamente sul serio. Alle 10 di mattina tifa Lakers, a mezzogiorno Blazers, alle due e mezza è il turno di OKC e verso sera gira con la sciarpa di Orlando urlando Jameer Nelson faccela vedè, faccela toccà. A patto che non siano mesi da trentuno giorni e che soprattutto Griffin non inchiodi da metacampo saltando tre giocatori e facendosi passare la palla nel naso e nelle orecchie, in quel caso un buchino per tifare Clippers lo si trova sempre. Ah, non stupitevi se magari una volta vi dirà che tifa Wizards. La puttana è democratica, aiuta anche e soprattutto i meno fortunati.
Frase tipica: Houston è una squadra della madonna. Almeno fino alle due di pomeriggio.
Il disinformato
Il disinformato segue la NBA quasi per inerzia, quando non deve studiare o lavorare, la macchina è guasta e youporn è in manutenzione. Allora a quel punto, se proprio non ha nessun reperto archeologico da levarsi dalle narici, dà un'occhiata ai risultati. Solitamente arriva un paio di anni dopo rispetto agli altri. Sta ancora festeggiando il titolo a sorpresa di Billups ed i Wallace, entro il 2017 è previsto che smetta di prendere per il culo LeBron perchè non ha ancora vinto un anello. Il disinformato è quello che tifa i Bulls perchè c'è Jordan, è quello a cui stanno sulle palle i Pistons perchè ci sono i Bad Boys, è lo stesso che apprezza da morire il gioco in post di quel giovanotto venuto dall'Africa, Olajuwon. E se gli dici “hai visto che stagione sta facendo Duncan?” ti risponde “non sto seguendo molto i rookie quest'anno”.
Frase tipica: Chi è che ha vinto l'anno scorso? Ma c'era ancora Zo?
Lo statistico
Lo statistico sa tutto quello che c'è da sapere, finchè si tratta di numeri. Sa quanti punti di media segna Luke Babbit, conosce a memoria il rate assist/perse di Devin Ebanks, è perfettamente in grado di snocciolarvi tutte le volte che Turiaf si ravana nelle mutande in panchina. La NBA, come tutto il resto, è matematica, quindi ogni singolo evento all'interno della NBA stessa è perfettamente spiegabile con i numeri. I Clippers ne perdono cinque a fila? Troppo bassa la percentuale di punti per possesso. Toronto espugna a sorpresa Memphis? Le scoregge per gara di Randolph sono in calo continuo da cinque partite, era prevedibile. Milwaukee sta sorprendendo tutti? L'indice di rotazione delle prostitute nello spogliatoio è uno dei più alti di sempre, era solo questione di tempo.
Frase tipica: le statistiche dicono che Wade è il migliore nella NBA per punti segnati nei minuti tra il dodicesimo ed il quattordicesimo e quando scadono i trenta secondi di ogni minuto. E' un dato evidentemente significativo su cui non c'è nient'altro da aggiungere.
Il feticista
Tifare Lakers, essere fan di Wade o Durant è troppo mainstream. Il feticista non è uno di quei perdenti che gira con una canotta gialloviola o rossonera. Lui è su questa terra per adorare tutto quello che il volgo ignorante snobba. E' un cultore di gente come Gustavo Ayon o Wesley Matthews, gente più o meno buona che passa generalmente sotto silenzio. E' stato uno dei primi a scoprire il potenziale clamoroso dietro al personaggio “Barba”, quando ancora soffriva nell'anno da rookie. Ma da quando è diventato più commerciale di uno sputo di Justin Bieber va in giro dicendo “quel venduto al follicolo pilifero. Tzè, è un sopravvalutato. Molto meglio Jared Dudley”.
Frase tipica: Scalabrine? L'ho scoperto io. Ma poi si è imborghesito.
Il patriota
Il patriota non guarda neanche i risultati delle partite. Va a guardare in maniera scientifica esclusivamente i tabellini degli italiani. Il patriota si divide generalmente in due grossi sottogruppi, riconducibili poi ad altre categorie già prese in esame.
Può essere ultras, per esempio. In quel caso appena vede Gallinari tirare con buone percentuali, o Belinelli mettere un paio di triple, o Bargnani raccogliere più di cinque rimbalzi, non lo ferma più nessuno: comincia a spammare anche nelle cassette della posta su quanto forti siano i tre italiani, su quanto non capiscano un cazzo tutti gli altri che li hanno criticati fino ad ora, su quanto abbiano un fisico a dir poco stupendo.
Ma il patriota può altresì essere un pessimista. Bargnani non prende mai abbastanza rimbalzi, Belinelli non gioca mai abbastanza, Gallinari non tirerà mai con percentuali abbastanza buone. E quando lo fanno sono stati semplicemente fortunati. Per il pessimista solitamente Belinelli farebbe fatica in una serie B bulgara, Bargnani è un giocatore inutile e dannoso a qualsiasi livello e Gallinari è un sopravvalutato con problemi di egocentrismo.
Quello che il pessimista non ammette è che, sotto sotto, è più ultras degli altri.
- Tags: Andrea Bargnani, Categorie, Danilo Gallinari, James Harden, Kevin Durant, Kobe Bryant, LeBron James, Marco Belinelli, NBA, Tifoserie

Comments (0)