Ho Visto

Ho visto,
ho visto una squadra di ragazzi spazzare via quindici anni di storia NBA in poco più di un mese;
ho visto un tifo che ha trascinato la propria squadra alle prime Finals della loro storia;
ho visto un coach che è stato sottovalutato un sacco, ed un altro, un Signore, che si leva il cappello e fa i complimenti ad un progetto che è il sogno di ogni franchigia.
Ho visto i big Three: quelli che insieme fanno 68 anni;
il francese, l’argentino e quello delle isole vergini. E non è una barzelletta;
quelli vestiti di bianco-verde, ed il loro cuore infinito, consapevoli che forse si è trattata dell’ultima ballata insieme;
i tre amigos della Florida, e quello che nessuno si caga, che alla fine della fiera la chiude lui.
Ho visto lo strapotere di Lebron James quando decide che tu sei solo uno spettatore e l’unica cosa da fare e alzarsi e applaudire.
Ho visto Kevin Durant vivisezionare l’ottima difesa di San Antonio, perché quando ti riesce così facile segnare, non c’è sistema, uomo o Dio che ti possa fermare.
Ho visto il palleggio-arresto-tiro di Westbrook, e ad un tratto gli ottanta milioni di contratto iniziano ad avere un senso;
Ho visto il Barba alla consegna del trofeo, defilato dal centro della scena, in mezzo ai compagni di squadra meno blasonati, lui che da quella panchina ci esce per portare il suo mattoncino ogni sera. Alla faccia del mattoncino.
Ho visto Rajon Rondo e francamente ‘Ultraterreno’ è l’unico aggettivo che riesco ad associargli
e un argentino che per una notte è tornato ad essere il solo ed unico vero sesto uomo dell’anno.
Ho visto un ciccione passare la palla in maniera celestiale e un uomo redento che messo nel giusto sistema ha mostrato il suo vero valore.
Ho visto il migliore rookie di questi playoffs, senza paura, senza emozioni, solo tanta sostanza
e Timoteo ringiovanito di una decina d’anni per quella che poteva essere la ciliegina su una torta comunque già ottima di suo.
Ho visto due franchigie arrivare alla fine di un’ epoca, uscire a testa alta fra gli applausi del pubblico avversario e un allenatore che a stento tratteneva le lacrime, consapevole di essere arrivato alla fine.
Ho visto le espressioni massime del basket moderno arrivare vincenti alla fine di un cammino non così scontato, e trovarsi contro per quello che sarà l’ultimo atto.
E sinceramente, non aspettavo altro.

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